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La sede
Il MuSa, inaugurato nel giugno 2015, attraverso le raccolte, l’allestimento e ancor più attraverso le iniziative che ne faranno un luogo vivo della cultura, vuole essere un luogo in cui raccogliere, interpretare, comunicare alla comunità e a quanti visitano Salò e il Garda, l’identità della città, i suoi tesori, il suo contributo alla storia nazionale. Il percorso museale è costituito da alcuni nuclei eterogenei fra loro che si innestano in una filigrana a comporre la storia di Salò e vivono in continuo dialogo con la città, come gli spazi del museo dialogano con il paesaggio urbano e con il lago. Le collezioni sono allestite nei tre livelli in cui è articolato lo spazio della ex chiesa di Santa Giustina e del collegio; il piano terreno ospita abitualmente esposizioni temporanee. Per favorire l’accessibilità delle raccolte, è presente un percorso informativo e tattile per ipovedenti e non vedenti.

La nascita del MuSa
Oggi i musei sono uno strumento di sviluppo: culturale, sociale, economico, turistico, non soltanto una raccolta, più o meno importante, di testimonianze del passato. L’Amministrazione comunale di Salò ha dimostrato di saperlo ristrutturando in modo superbo l’antico edificio di Santa Giustina. Finalmente le sue molte, grandi e luminose sale ospitano, in un percorso tematico, tutte le preziose raccolte di una città che – non a caso – i dominatori della bellezza veneziani chiamavano “la Magnifica Patria”: opere d’arte, raffinata liuteria, antichi macchinari, la collezione del Nastro Azzurro, persino mummie stravaganti sono il tesoro che circonda il chiostro dove si svolgeranno concerti, spettacoli, incontri, mostre: esordiremo con “Le due vite di Vincent van Gogh”, 60 dipinti di Ernesto Tatafiore, esposti in parte al MuSa, in parte al Vittoriale degli Italiani, grazie alla neonata associazione GardaMusei. Il MuSa culmina, temporalmente, con la pagina più drammatica della storia d’Italia e della città che ne fu involontaria protagonista: la Repubblica Sociale Italiana, la lotta di Liberazione. Dello studio e della conoscenza di quel periodo ci faremo carico, affinché ne nasca una nuova consapevolezza del passato in vista di un futuro migliore. Che il Comune di Salò abbia voluto affidare il MuSa all’antica istituzione dell’Opera pia Carità laicale rappresenta appunto un ponte tra passato e futuro, cultura e territorio, economia e bellezza. A nome dell’intero Consiglio di Amministrazione, mi impegno a percorrere quel ponte in lungo e in largo, affinché la Magnifica Patria lo sia sempre di più. Giordano Bruno Guerri Presidente della Fondazione Opera pia Carità laicale

 

Museo del Nastro Azzurro

Il complesso di Santa Giustina ospita, oltre al MuSa, il Museo Storico del Nastro Azzurro, fondato nel 1949 e unico in Italia.

L’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti decorati al Valore Militare, nacque nel 1923 per riunire i decorati e ricordarne l’eroismo e trae il nome dal nastro delle decorazioni al valore. Nel 1934 Luigi Ebranati (1890-1985) dava vita al Gruppo di Salò dell’Istituto; quindici anni dopo, nel 1949, inaugurò il museo (Museo Sacrario Adolfo Battisti, dal nome del compagno d’armi con cui aveva condiviso le dolorose esperienze della guerra e la ricerca appassionata dei cimeli dai campi di battaglia). Le raccolte, continuamente accresciute, comprendono testimonianze e documenti dei decorati non solo salodiani, reliquie risorgimentali e dai fronti della I e della II Guerra Mondiale, armi, uniformi.

Il museo è di proprietà della Federazione della Provincia di Brescia del Nastro Azzurro che lo gestisce. Le raccolte, finora esposte in quattro sale al piano terreno di palazzo Fantoni, sono state trasferite e riallestite al Centro Culturale Santa Giustina nel 2015 per agevolarne la fruizione da parte dei visitatori. Alcuni cimeli – di particolare rilievo per la storia di Salò – sono stati concessi in deposito al MuSa e sono visibili nel percorso museale.

Il percorso storico prende avvio con le campagne napoleoniche (notevole la borraccia di Domenico Grisetti) e, attraverso le lotte risorgimentali e garibaldine che videro l’intensa partecipazione dei volontari salodiani, affronta la tragedia della Prima Guerra Mondiale, dalle cui ferite nacque l’Istituto del Nastro azzurro e l’idea stessa del Museo, e della Seconda, per la quale offre anche testimonianze degli episodi bellici più prossimi a Salò.

 

Informazioni ed orari di apertura

Fino al 4 Novembre 2015:

Dalle 10.00 alle 18.00 (orario continuato) - Chiuso il lunedì

Dal 16 giugno al 31 agosto 2015:

Martedì e venerdì apertura prolungata fino alle 23.00

Visite guidate alle ore 10.30/11.30/12.30/14.30/15.30/16.30

Dal 5 Novembre 2015 al 31 marzo 2016:

Apertura sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 18.00 (orario continuato)

Negli altri periodi dell'anno il museo è aperto su prenotazione con visita guidata